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IL PAESAGGIO VERTICALE

Da Vietri sul Mare a Positano non si guarda in lungo o in largo, ma sopra, verso le rocce che sorvegliano gli scogli, o sotto, sul mare infinito, l'autostrada del Medioevo su cui la Repubblica Amalfitana costruì la sua fortuna attraverso ricchi commerci con i saraceni nei porti del Mediterraneo.

Il paesaggio verticale detta i tempi e i modi di una agricoltura estrema, irripetibile, straordinaria, fatta di piccole quantità e di grande qualità.

Qui gli antichi romani di Nuceria e dintorni si costruivano le ville per oziare e godere del clima mite, poi si rifugiarono monaci ed eremiti per pregare e salvarsi l'anima, e ancora, ormai quasi mille anni fa, la grande repubblica dei mercanti obbligati a tagliare tutti i boschi dei Monti Lattari per costruire le navi baldanzose e audaci.

Quando inizia il declino di Amalfi la Costiera si ripiega in se stessa, torna a predominare l'economia del piccolo contadino con la cianciola, orto e pesci di scoglio, vite, un po' di olivo, tanti fichi d'India e castagne; svapora la mentalità di conquista commerciale, le comunità sono esauste per le guerre, le incursioni saracene, le pesti e le calamità naturali.

La riscoperta di questa isola attaccata alla terra avviene dopo molti secoli di quiete con il Grand Tour dei romantici annoiati in cerca di emozioni, poi con il cinema appassionato di Rossellini e infine con il turismo del jet set internazionale che alimenta la leggenda di un territorio in cui le case, le rocce e i conventi hanno raggiunto una perfezione stilistica compiuta, definitiva.

Dai depositi di barche dei pescatori di Cetara alle capanne di montagna dei pastori di Tramonti, dai laboratori di ceramica di Vietri a quelli di vestiti di Positano, dalla Cattedrale di Amalfi alle cento chiese di Scala, dalle rocce bollenti ai boschi umidi nascosti dalla nebbia, non basta una vita per scoprire tutti gli angoli di storia e di sapienza manuale costruita nel corso dei secoli e modellata da un gusto estetico regalato dalla natura.

C'è la Costiera delle ville esclusive, poi quella dello Spirito Santo, ovunque l'arte di uno stile architettonico unico, cristiano e saraceno, gotico e barocco, ancora i grandi alberghi dove si è fatta la storia dell'ospitalità italiana e i piccoli agriturismi dove si coltivano frutti misteriosi, le cale raggiungibili solo dal mare e le spiagge della mondanità sorvegliate dai paparazzi.

Insomma: sul mare il turismo, nei borghi l'artigianato, nelle zone interne l'agricoltura.