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Le Strade del Vino in Campania


Le “Strade del vino” sono generalmente considerate uno strumento di promozione dello sviluppo rurale di un dato territorio, progettate soprattutto per favorirne l’enoturismo attraverso la scelta di percorsi ad alta vocazione vitivinicola. Oggi tale definizione è resa ancora più ampia e accanto ai vigneti e alle cantine, le “Strade” sono ideate per valorizzare anche le attrattive gastronomiche, naturali, culturali e storiche presenti, in una logica di offerta integrata di risorse del territorio. Anche la Regione Campania, a seguito della norma quadro nazionale n. 268/99, ha disciplinato la promozione e la realizzazione delle Strade del vino emanando un apposito Regolamento per stabilire le regole e gli standard da seguire al fine di razionalizzare questo importante strumento di promozione strategica del territorio rurale.

Nella presentazione al Regolamento, edito dal SeSIRCA in un gradevole opuscolo a colori, l’Assessore Aita tiene, infatti, a precisare che esso risponde all’esigenza di garantire che i percorsi da ideare siano frutto di una scelta unitaria e coordinata con regole chiare e condivise. Proprio per venire incontro agli operatori e ai promotori di tali iniziative, anche in relazione alla complessità delle specifiche tecniche sulla grafica e cartollenistica cui attenersi, è stato stampato l’opuscolo, attraverso il quale viene anche fatto conoscere al grande pubblico il logo ufficiale scelto dalla Regione che dovrà essere presente in tutte le esposizioni grafiche che accompagneranno le 11 Strade già riconosciute o in via di riconoscimento.


Le Strade del vino, definite in Italia dalla Legge 27 luglio 1999 e dal successivo DM 12 luglio 2000, regolamentate in Campania con DGR n. 3504/01 e successive modifiche ed integrazioni, vogliono essere un tentativo di favorire, razionalizzare e qualificare l’offerta enoturistica; mirano a promuovere il territorio nella sua accezione più vasta, sostenendo la creazione, la qualificazione e la valorizzazione di percorsi che favoriscano l’organizzazione di un’offerta congiunta e coordinata che partendo dalle produzioni enologiche coniughi tutte le realtà produttive che insistono nelle aree ad elevata vocazione viticola della regione: le produzioni tipiche, i tesori d’arte, la tradizione, la gastronomia, l’artigianato, la cultura, la storia e le eccezionali bellezze paesistiche dei nostri territori.

Il Regolamento regionale non intende porre vincoli, ma, oltre a rispondere ad un’esigenza di coordinamento, di omogeneità e di controllo, vuole garantire la rappresentatività della proposta (fissando il numero minimo di adesioni per ciascuna delle categorie interessate), la qualità della stessa (stabilendo gli standard minimi cui devono rispondere gli aderenti e la stessa Strada) e intende fissare le coordinate in base alle quali i produttori possono edificare la loro strada e con essa la rete di aziende che accettano, con convinzione, di cooperare per essere più competitivi e acquisire visibilità.

Non a caso il Regolamento prevede che gli attori, i protagonisti di questa nuova opportunità siano solo ed esclusivamente i produttori, perché è da loro che dovranno pervenire le proposte per l’istituzione, la gestione, la promozione e lo sviluppo di ciascuna Strada del vino.
Sono 10 le Strade del vino riconosciute in Campania.

In Campania sono state riconosciute 10 Strade del vino, che includono 19 delle 20 denominazioni di origine campane; per la Strada del vino Doc Capri sono in corso le procedure per il riconoscimento. Complessivamente vi hanno aderito 130 aziende vitivinicole e cantine, 65 aziende agrituristiche, 78 aziende produttrici di prodotti tipici, 80 ristoranti tipici, 34 strutture turistico-recettive, 17 enoteche.
Ma il riconoscimento della Strada rappresenta solo la prima fase; entro sei mesi dal riconoscimento i Comitati promotori, organismi che hanno favorito la prima aggregazione dei produttori, dovranno trasformarsi in veri e propri Comitati di gestione che devono definire gli standard minimi di qualità per l'accesso alla Strada stessa (che comunque devono soddisfare quelli imposti dal Regolamento regionale), le attività di controllo, i parametri per la determinazione delle quote associative, l'individuazione dei vini e dei prodotti della Strada, ecc.
A conclusione di questo iter ciascuna Strada sarà gestita da un Comitato; avrà il suo Statuto, con le regole di funzionamento; sarà facilmente identificata dagli utenti mediante un logo distintivo e una capillare cartellonistica stradale che, utilizzando un'immagine coordinata, consentirà agli enoturisti, attraverso una segnaletica informativa, mappe di territorio e mappe di micropercorso, di muoversi facilmente sul territorio e di raggiungere l'ufficio informazione, le aziende vitivinicole ed i tanti soggetti aderenti alla strada, tra cui gli agriturismi, i ristoranti, le enoteche, gli artigiani e le aziende agricole espressione di produzioni tipiche; le aziende dovranno essere in condizioni di offrire accoglienza, dovranno disporre di personale adeguatamente preparato e dovranno offrire materiale informativo, rispettando gli orari minimi resi noti. Altri requisiti sono specifici per tipologia di impresa aderente.
La Regione Campania al fine di assicurare un'immagine unitaria e coordinata del sistema delle Strade del vino in Campania ha definito ed approvato il logo-cornice regionale - che deve armonizzarsi con i loghi relativi alle singole Strade -, la normativa grafica e la cartellonistica stradale.

Le Strade del vino sono, così, al nastro di partenza in Campania; ma è opportuno evidenziare che, per far decollare una Strada del vino, non basta fare una mera elencazione o presentazione di soggetti economici o, meno ancora, tracciare un percorso su una cartina. Il successo di una Strada del vino, oltre agli itinerari "classici" , che possono usufruire di una "rendita" storica e culturale, dovuta ad una dizione presente da anni sul mercato, sarà correlato al grado di validità del progetto elaborato, ma anche, e soprattutto, alla professionalità degli aderenti, alla loro formazione culturale, al grado di solidarietà tra gli stessi, al "patto" di accoglienza che proporranno agli eno-turisti, alla qualità e quantità di servizi che i soggetti economici potranno garantire ad un ospite qual`è l`enoturista, particolarmente attento. Un patto di fiducia e di trasparenza con il visitatore che non ammette smagliature da parte di alcuno: ognuno dovrà esprimere al meglio la necessità di possedere capacità oltre che imprenditoriali anche di tipo relazionali. Il produttore di vino si qualificherà sempre piu` oltre che nel produrre vino, nel tutelare ed incrementare la risorsa ambiente nell`ambito del territorio delimitato come strada del vino.

Solo a queste condizioni le Strade del vino potranno consentire la crescita dell’intero tessuto economico di territori che spesso sono dei veri e propri giacimenti di ricchezze artistiche, culturali e enogastronomiche, spesso poco valorizzate. Un’opportunità che non può essere disattesa se si considera che alcune stime attribuiscono alle Strade del vino potenzialità di crescita economica sino a 15 volte l’investimento - semprechè vengono attuate le proposte ed i servizi che l`enoturista richiede e sollecita – e la possibilità di creare nuova occupazione e nuovi mestieri, spesso molto gratificanti, per 10.000 unità.

 

Le Strade del vino in Campania

  • Le Strade del vino Campi Flegrei;
  • La Strada dei vini doc Castel San Lorenzo;
  • Strada del vino Costa d'Amalfi;
  • Strade dei vini e dei sapori d'Irpinia;
  • Le Strade del vino e dei sapori Isola d'Ischia;
  • Strade del vino e dei prodotti tipici della Penisola Sorrentina;
  • Le Strade del vino in Terra di Lavoro;
  • Strada dei vini e dei prodotti tipici Terre dei Sanniti;
  • Strada del vino Vesuvio e dei prodotti tipici;
  • Strada del vino Cilento sapori e storia.