Il tuo browser non supporta Javascript

Valle delle Ferriere e Oasi dei Monti di Scala

 

Percorso

Pontone (Scala) - Piazza S. Giovanni, Via Prestofe (panorama), Valle delle Ferriere (oasi*, cascate, ruderi delle ferriere), Valle dei Mulini (antiche cartiere, chiesa di S. Rita), Museo della Carta, Amalfi

Percorrenza

1 ora, in ombra, panoramica, di facile accesso, da 250 m slm a 20 m slm, sorgenti.

Descizione

Si parte da Pontone, piccola frazione di Scala sovrastata dai ruderi della chiesa di Sant’Eustachio (XII secolo), di cui resta in piedi solo l’abside. Verso valle si erge solitaria e austera la Torre dello Ziro, che domina contemporaneamente Amalfi e Atrani.
L’itinerario consente di percorrere, seguendo il corso del torrente Canneto, uno degli angoli più incontaminati e solitari del Parco Regionale dei Monti Lattari. Per la sua ricchezza d’acqua, questa valle ha ospitato in passato alcune cartiere e una ferriera. Il metallo proveniva dall’isola d’Elba, sbarcava ad Amalfi e veniva trasportato a dorso di mulo lungo la valle fino alla ferriera, dove avveniva la lavorazione. L’energia era fornita dall’acqua e il calore necessario alla fusione era ottenuto bruciando legna, disponibile in abbondanza. Alla fine dell’escursione si arriva ad Amalfi.
Nel cuore di Amalfi c’è un mondo sconosciuto e meraviglioso da scoprire, pronto ad incantarvi con lo spettacolo di una natura prodigiosa. Vi basterà lasciar andare lo sguardo oltre gli splendidi e ben noti scorci costieri per ritrovarvi in un caleidoscopio di scenari emozionanti e inimmaginabili, che sorprenderà i vostri occhi.
La Riserva Naturale Orientata “Valle delle Ferriere”, esempio di eccezionale bellezza, vi stupirà per la varietà dei suoi colori, dei suoi effetti di luce, della sua vegetazione, alternando zone tipiche dei paesi tropicali con quelle più familiari della nostra macchia mediterranea. Entrerete in un’oasi straordinaria, in cui il gioco di allegre sorgenti crea, come per magia, suggestivi stillicidi e invitanti cascate: una ricchezza d’acqua incredibile che, disperdendosi nell’ambiente, dà vita a specie rarissime di piante, come la “Woodwardia radicans”, vero e proprio “fossile vivente” risalente al lontano Terziario. Segnalata per la prima volta nel 1710 dal botanico Micheli, questa “regina” della flora preglaciale, dalle foglie “giganti”, indivise, che raggiungono anche i 180 cm di lunghezza, è tipica delle regioni calde a forte piovosità: India, Cina, Azzorre, Spagna e Portogallo. In Italia è rarissima. Oltre che in questa riserva, è stata segnalata tempo fa anche ad Ischia, in Calabria e nel Messinese.

Ma nella Valle abitano anche altre signore della flora, come alcune orchidee dai vivaci e molteplici colori e la “Pinguicola hirtiflora”, graziosa pianta carnivora, dai fiori rosa, che ama nutrirsi di piccoli insetti.
Ci troviamo in un habitat ideale per numerose specie animali, come la “Salamandrina dagli occhiali”, innocuo anfibio in miniatura, dal colore rosso scuro, con due macchie chiare sulla testa che hanno il compito di rendere il suo aspetto più terrifico.
Con un po’ di fortuna, cercando fra le anse del rio Canneto, come già segnalato dal WWF, potreste avvistare persino la lontra, intenta a cibarsi di trote.
Tra le varie presenze ci sono, ancora, insetti acquatici come libellule, efemere e tricotteri, raganelle saltellanti, uccelli ed altri piccoli mammiferi che vi accompagneranno in questo affascinante regno naturale.

*L'accesso nell'Oasi deve essere preventivamente autorizzato dalla stazione forestale di Agerola (081-825328) o sede centrale (0823-354693).