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VITIGNI SENZA EGUALI

 

Vitigni senza eguali in una terra senza eguali

Armonia, complessità aromatica e tipicità sono le principali caratteristiche dei vini  DOC Costa d’Amalfi. E non poteva essere diversamente in quanto armonia, complessità  e tipicità sono i termini che meglio descrivono una terra unica nella sua bellezza come la Costiera amalfitana; un territorio che si snoda da Positano fino a Vietri sul Mare, attraverso terrazze affacciate sul mare, dove i profumi degli agrumi e della flora mediterranea si mescolano con gli odori del mare e le brume dei monti e dei boschi, per condensarsi, prima nelle botti e poi nei bicchieri, in vini di grande classe.

Le vigne, poi, “scalano” le pareti, crescono in orizzontale, spuntano letteralmente tra i muri, si sdraiano su pietre e terra. Unghie di spazio, grandi prodotti che nascono da una viticoltura “estrema” o “eroica”. Le viti spesso sono secolari, veri giganti con mille braccia, da cui pendono grappoli dorati; grappoli dalle forme, colori e aromi che è impossibile ritrovare in altre zone, in quanto espressioni di varietà coltivate solo ed esclusivamente in costiera amalfitana. E, questo, rappresenta un ulteriore elemento di fascino e di forza della viticoltura e dell’enologia della Divina Costiera. Infatti accanto alla Biancolella (vitigno che vive solo se vede il mare, essendo presente solo in Costiera, ad Ischia, a Capri e a Procida), alla Falanghina, al Per’ e palummo e all’Aglianico (il gotha dell’ampelografia autoctona della Campania) sono presenti in modo diffuso nelle vigne e completano la base varietale del Disciplinare di produzione della DOC la Pepella, il Fenile, la Ginestra, il Ripolo(i), il Tintore e il Tronto, vitigni che conferiscono ai vini ulteriori elementi di tipicità ed esclusività.

 Fenile

Nessun cenno viene fatto dagli ampelografi campani dell’800 su questa varietà; presente solo nel comune di Furore. Ceppi secolari su piede franco testimoniano la presenza del vitigno da lungo tempo. Il nome Fenile potrebbe derivare, secondo qualche viticoltore del luogo, dal colore biondo dorato dell’uva a maturità che ricorda il fieno. Il grappolo è piccolo, conico,  alato, mediamente compatto. Buona la capacità di accumulo degli zuccheri, mentre i valori dell’acidità del mosto sono più contenuti. La varietà induce la presenza nel vino di evidenti sentori di frutta esotica e miele.

 

 

Ginestra

La presenza del vitigno Ginestra risale al 1825, quando Acerbi  la citava tra le varietà dei dintorni di Napoli. Nella zona è anche noto con le denominazioni Biancazita e Biancatenera.
E’ diffuso in tutta la costiera. Il grappolo è  conico, semplice, compatto. Mostra un’ottima capacità ad accumulare zuccheri, garantendo anche elevati livelli di acidità totale. Favorisce la presenza nei vini di sentori floreali ben evidenti, che evolvono con l’invecchiamento in note di kerosene, elemento questo che lo avvicina al Riesling.

 

 

Pepella

Il Pepella è segnalato, anche come Pepe, in Campania già nel lontano 1877 da Di Rovasenda nel “Saggio di ampelografia universale” e, successivamente, nel 1909, da Viala e Vermorel in “Ampelographie”. Il nome deriva dalla presenza, accanto ad acini normali, di acini molto piccoli, come grani di pepe, determinata da difetti nella morfologia fiorale. E’ presumibile che la sua introduzione in costiera amalfitana sia piuttosto recente,  e, comunque, non antecedente alla fine dell’ottocento. Il vitigno è maggiormente diffuso nei vigneti dei comuni di Tramonti, Ravello e Scala. Induce l’insorgenza di marcati sentori di albicocca e miele nei vini.

 

 

Ripolo(i)

La prima ed unica descrizione della varietà è di Arcuri e Casoria del 1883. Attualmente è presente nei soli vigneti dei comuni di Furore, Amalfi e Postano, spesso con un numero limitato di ceppi, in genere  annosi e propagati per propaggine.  Mostra un’ottima capacità di accumulare zuccheri e favorisce la presenza nei vini di sentori di frutta esotica ben evidenti, che evolvono con l’invecchiamento in note di kerosene, tipiche dei vini ottenuti dalla vinificazione di uve appartenenti alla cultivar Riesling. Il grappolo è cilindrico, alato e  spargolo per difetto di conformazione morfologica del fiore.

 

 

Tronto

Mostra una stretta parentela morfologica e genetica con l’Aglianico, come verificato attraverso l’uso di marcatori molecolari del DNA. Un esame retrospettivo delle descrizioni ampelografiche sui numerosi tipi di “Aglianico”,  presenti in Campania nell’800,  potrebbe far pensare ad una possibile identità del Tronto con l’Aglianicone descritto da Semmola.
La varietà è diffusa in particolare nei comuni di Furore, Positano ed Amalfi, dove viene tradizionalmente allevata a pergola, con due-tre ceppi per posta.

 

 

Tintore

Non è conosciuta con nessun altro nome questa varietà presente, in maniera pressochè esclusiva, nel territorio del comune di Tramonti. Sotto la denominazione di Tintore viene indicato un gruppo di  varietà accomunate dalla caratteristica di conferire notevole colore al vino, ma molto diverse per gli altri caratteri morfologici. La caratterizzazione molecolare del DNA delle varietà campane ha messo in evidenza una relativa parentela genetica della Tintore di Tramonti con altre varietà ad uva ricca di colore, come Olivella e Mangiaguerra.  
E’ allevato a pergola, in vecchie vigne spesso secolari e franche di piede. Il vitigno è di medio vigore e di bassa fertilità. La produzione è piuttosto contenuta, anche per i difetti di colatura del grappolo, a volte molto marcati, per eccessiva sensibilità alle condizioni climatiche in fioritura. Il grappolo è cilindrico, spargolo, raramente presenta un’ala.  Alla maturazione (intorno alla prima decade di ottobre), che coincide con l’arrossamento tipicamente  molto marcato del raspo e dei pedicelli, le uve hanno un alto contenuto di zuccheri e un ottimo livello di acidità totale. Il vino è ricco dei sentori tipici dei frutti a bacca rossa (marasca, fragola, mora, lampone) e della viola. I tannini sono morbidi e vellutati; ottima la struttura, l’intensità e la persistenza delle sensazioni gustative.